quantum

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Quantum documenta la possibile non esistenza di alcune leggi considerate naturali. In Quantum il processo che adegua la luce e il buio al degradare del giorno verso la notte, e viceversa, non esiste. In questo video la rotazione della Terra intorno al suo asse non esiste. Perciò, anche le variazioni della luce che convenzionalmente determinano il calare del giorno e della notte non esistono. Le immagini, come le luci, non sfumano, non si confondono e non si fondono coi loro opposti. Gli opposti restano indipendenti dai loro inversi, entrambi vincolati da una natura immutevole. In “Quantum”, così come nelle teorie -considerate obsolete- di Athanasius Kircher, il suono è l’imitazione della luce.

Impulsi di luce nei momenti di buio generano cambiamenti nella fase del ritmo narrativo: come in musica, anche in "Quantum" la modulazione degli elementi compositivi si fonda sulla ripetizione. Ripetizione e monotonia sono per noi, tanto le condizioni necessarie per rinforzare la nostra relazione con la realtà, quanto le condizioni richieste dalla distrazione dello sguardo. Monotonia, infatti, è un termine originariamente musicale che definisce il tendere un'unica nota, ma è anche il germoglio da cui scaturisce la novità.

Tendere un'unica nota è, in "Quantum", il panorama fisso su un paesaggio che, monotonamente, diventa un modello architettonico. Il paesaggio è qui trattato, infatti, alla stregua di una costruzione in scala ridotta poiché è attraente che il modello, in quanto rappresentazione di un aspetto della realtà che illustra le sue caratteristiche, generi la sua propria verità.

 

Quantum documents the possible non-existence of some so-called natural laws. In Quantum, the process that adapts light and darkness to the day’s descending into night, and the night’s becoming day, does not exist. In this video, the Earth’s rotation on its axis does not exist. Therefore, even the variations of light that conventionally determine the waning of days and nights do not exist. The images, just as the lights, do not fade, do not blend nor fuse with their opposites. The opposites remain independent from their counterparts, both bound by a changeless nature. In “Quantum,” just as in the theories – considered obsolete – of Athanasius Kircher, sound is the imitation of light.

Impulses of light in the moments of darkness generate changes in the narrative rhythm: just as in music, also in “Quantum” the modulation of compositional elements is based on repetition. Repetition and monotony are for us as much the necessary conditions for strengthening our relationship with reality, as the conditions required by the distraction of the eye. Monotony, in fact, is originally a musical term that defines the stretching of a single note, but it is also the bud from which novelty sprouts.

Stretching a single note is, in “Quantum,” the fixed view of a landscape that, monotonously, becomes an architectural model. The landscape is treated here, in fact, in the same way as a reduced scale construction because it is attractive that the model, as the representation of an aspect of reality that illustrates its characteristics, generates its own truth.